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Sherlock Holmes Profilo di Sherlock Holmes
di Luigi Pachì (editor di www.sherlockmagazine.it)
La famiglia di Sherlock Holmes discendeva da signorotti di campagna, e una sua nonna era sorella del grande pittore francese Vernet; altro non sappiamo.
La data di nascita del grande detective inglese, opera di Sir Arthur Conan Doyle, è alquanto dubbia.
Gli unici riferimenti si trovano nel racconto "Il suo ultimo saluto", quando a Holmes (che però era travestito) venne attribuita un'apparente età di 60 anni, e in "I misteri di valle Boscombe", in cui Holmes si autodefinì "di mezza età".
Da questo viene dedotto, in modo piuttosto arbitrario, che sia nato nel 1854. Quanto alla data di nascita del 6 gennaio, festeggiata oggi in tutto il mondo dagli sherlockiani, essa si basa su un'illazione di Baring-Gould, che sostiene che Holmes citò due volte "La dodicesima notte" di Shakespeare perché corrisponderebbe alla data del suo compleanno.
Sherlock aveva un fratello, Mycroft Holmes, di sette anni più grande di lui, Frequentò il college e l'università, almeno per due anni, anche se non sappiamo quale, e neppure la facoltà in questione.
A quell'epoca non era molto socievole: "preferivo starmene a fantasticare in camera mia, elaborando per mio conto i miei particolari metodi di analisi, senza mai unirmi ai ragazzi della mia età". Aveva un solo vero amico, Trevor, conosciuto incidentalmente, poiché Holmes fu morso dal suo cane.
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Sherlock Holmes Lasciò gli studi ufficiali per dedicarsi a quelli che fino a quel momento aveva considerato passatempi, e che sarebbero stati la sua professione.
Prima di conoscere Watson, abitava a Londra in Montague Street. Non era però del tutto un isolato: sappiamo che frequentava Douglas Maberley, che più tardi definì "una conoscenza superficiale".
L'inizio della carriera non fu facile, se dovette dividere l'appartamento di Baker Street, che all'inizio gli sembrava troppo caro da poterselo permettere da solo: del resto la clientela che lo frequentava era all'epoca solo di bassa condizione sociale.
Ma già nel 1889 ("Il Mastino dei Baskerville") aveva investigato su circa 500 casi "di capitale importanza", che divennero 1000 nel 1891. Nello stesso anno fu creduto morto nella lotta col temibile professor Moriarty e girovagò sotto falso nome, forse per motivi politici.
Nel 1894 riprese il suo posto a Londra e la collaborazione con Watson, affrontando centinaia di nuovi casi e fondando una piccola ma efficiente agenzia.
Holmes non era un detective privato, come altri, ma l'unico Consulting Detective, la corte d'appello dei casi disperati ("Uno studio in rosso"): a lui ricorreva non solo la polizia, ma anche altri detective quando avevano un problema irresolubile.
Si ritirò nel 1904 ("L'avventura dell'uomo carponi") in un cottage del Sussex, vicino al mare, ma, di nuovo, la storia del suo completo ritiro è probabilmente un falso, visto che almeno dal 1912 si impegnò in una campagna, cominciata negli Stati Uniti e durata due anni, contro il servizio segreto di Berlino. Watson, comunque, dice che la sua attività durò 23 anni, e che egli collaborò col detective per 17 di questi, e dunque sembra considerare la carriera di Holmes solo fino al 1904.
Se scriverete a Baker Street vi arriverà una lettera molto cortese, a firma della segretaria della Sherlock Holmes Society di Londra, che vi avvertirà che Mr. Holmes è dolente, ma si è ritirato e non può occuparsi del vostro caso.
Sebbene Holmes abbia sempre parlato, a proposito del suo metodo, di deduzione, sarebbe più corretto definire il suo procedimento logico "ipotetico-deduttivo" o, secondo la definizione di Charles S. Peirce, "abduttivo".
Il procedimento deduttivo - come d'altra parte quello induttivo - non consente una reale crescita della conoscenza: soltanto quello abduttivo permette di scoprire qualcosa di nuovo.
Infatti, mediante la deduzione si ottiene un risultato, conoscendo la regola ed il caso: nell'esempio classico di Peirce sul sacchetto di fagioli, la regola è "tutti i fagioli di questo sacchetto sono bianchi"; il caso "questi fagioli vengono da questo sacchetto", da cui il risultato "questi fagioli sono bianchi".
L'induzione consiste invece nel trarre la regola una volta che siano noti caso e risultato. Sempre nello stesso esempio, il caso "questi fagioli vengono da questo sacchetto" e il risultato "questi fagioli sono bianchi", consentono di affermare (dopo averli estratti fuori tutti) la regola "tutti i fagioli di questo sacchetto sono bianchi".
Nell'abduzione, infine, sono noti regola e risultato ed il caso non ne deriva come conseguenza necessaria, ma come eventualità probabile.
Nell'esempio del quale abbiamo parlato finora, se entriamo in una stanza nella quale c'è un sacchetto di fagioli su di un tavolo ed osserviamo alcuni fagioli bianchi sparsi là vicino, la regola "tutti i fagioli di questo sacchetto sono bianchi" ed il risultato "questi fagioli sono bianchi" non ci permettono di affermare con certezza il caso "questi fagioli vengono da questo sacchetto", ma ci consentono di prenderlo in considerazione come possibilità.
Holmes, dunque, utilizzando l'abduzione, adottava provvisoriamente una spiegazione dei fatti che doveva in seguito sottoporre a verifica sperimentale, per provarne la validità. E nello scegliere la giusta ipotesi, si avvaleva, anche se lo talvolta lo ha negato, della sua creatività.
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